Storia della Maremma Toscana

Oggi la Maremma è diventata una delle più importanti zone vocate alla viticoltura, ma non è sempre stato cosi. Infatti la parola maremma sta ad indicare una qualsiasi regione bassa e paludosa vicino al mare, dove i tomboli, ovvero i cordoni di terra litoranea, impediscono ai corsi d’acqua di sfociare liberamente in mare provocandone il ristagno, creando acquitrini e paludi.
Questi terreni erano dedicati esclusivamente alla pastorizia e una figura rappresentativa di questa terra era il Buttero: l’uomo preposto alla cura delle bestie che raggiungeva le mandrie sul dorso dei robusti cavalli maremmani.
Un personaggio “eroico” che rappresentava e rappresenta il simbolo di questa antica terra, era ed è anche il custode di millenari segreti di questo mestiere.
In Maremma, la più nota, quella dove la malaria ha imperversato per secoli interi, alla fine dell’Ottocento iniziò l’opera di bonifica voluta dal Granduca Leopoldo II dei Lorena; molto terreno si doveva liberare dalla morsa della palude e dalla malaria rendendola accessibile alla produzione agricola:si stava compiendo il passaggio all’agricoltura.
Con la riforma agraria dell’Ente Maremma e l’assegnazione delle terre, la Maremma è così diventata un terreno di conquiste. Negli anni tutto questo ha permesso lo sviluppo della viticoltura dando vita alla DOCG Morellino di Scansano.